L'eredità

Eredi legittimi

Rientrano in questa categoria il coniuge superstite, i discendenti ad esempio i figli e i nipoti, gli ascendenti, cioè i genitori, i nonni e i bisnonni del defunto, i parenti fino al sesto grado.

Tuttavia, i parenti più stretti escludono il diritto ad ereditare di quelli più lontani.

In pratica, se il defunto lascia coniuge e dei figli, sono esclusi dalla successione i genitori, i fratelli e le sorelle; e se i genitori sono ancora in vita, resteranno esclusi altri ascendenti, quali i nonni.

C'è poi il caso, rarissimo, che non ci siano parenti neanche di sesto grado e allora unico erede è lo Stato.

Il grado di parentela

La linea retta copre quattro generazioni: figlio, padre, nonno e bisnonno.

Per calcolare qual'è il grado di parentela, bisogna contare un grado per ogni generazione e togliere il capostipite.

Per esempio: il nonno sarà rispetto al figlio, parente di secondo grado.

Cioè: figlio + padre + nonno = 3 gradi, sottratto il capostipite = parentela di secondo grado.

La stessa regola si applica per i parenti in linea collaterale.

Per trovare il grado di parentela del cugino rispetto al figlio, ad esempio, si deve risalire ancora una volta allo stipite comune (il nonno), contare i gradi necessari per arrivarvi e scendere sino al figlio e, di nuovo, sottrarre lo stipite: figlio e cugino sono parenti di 4° grado.

Che scelta abbiamo?

Un'eredità si può accettare o rifiutare.

Attenzione però, non è indispensabile dichiarare espressamente che si accetta l'eredità (per esempio davanti a un notaio) per diventare a tutti gli effetti eredi. Basta compilare la dichiarazione di successione o usare i beni del defunto: se nell'eredità è compresa un'automobile e l'erede la usa, la vende o la regala, l'ha inequivocabilmente accettata.

In questo modo si possono ereditare inconsapevolmente anche i debiti.

Inoltre, sia che accetti l'eredità per iscritto, sia che lo faccia tacitamente prendendo possesso dei beni, l'erede non potrà tornare sulle sue decisioni. Invece, se rinuncia e poi cambia idea, potrà ancora ottenere l'eredità, sempre che nessun altro abbia già ereditato al suo posto.

Accettare l'eredità

Chi accetta l'eredità senza condizioni ha non solo il diritto di godere del patrimonio del defunto, ma anche il dovere di pagare i suoi eventuali debiti.

Infatti, i creditori potranno rivalersi non soltanto sui beni ereditati, ma anche su quelli personali dell'erede. Per non correre questo rischio, chi intende comunque accettare un'eredità sulla quale ha il fondato sospetto che gravino pesanti debiti, può farlo con la formula del "beneficio d'inventario".

Così facendo, risponderà dei debiti non oltre il valore dei beni ereditati.

La procedura inizia con una dichiarazione ufficiale davanti a un notaio o al cancelliere della pretura, nella quale si afferma appunto di accettare l'eredità con beneficio di inventario.

Inventario del patrimonio (debiti compresi) che dovrà essere iniziato entro tre mesi (dallo stesso notaio o dal cancelliere delegato dal pretore) e concluso entro sei.

Il principale inconveniente di questa procedura è l'impossibilità di disporre dell'eredità fino al momento in cui si avrà la certezza che siano stati pagati tutti i debiti.

Questo periodo di attesa, che può durare anni, le spese da sostenere (notaio, bolli, diritti di cancelleria ...), sono tutti elementi su cui riflettere attentamente prima di optare per questa soluzione.

D'altra parte, bisogna tener presente che, sempre in materia di debiti, quando più persone sono chiamate alla stessa eredità, gli eventuali debiti devono essere pagati in proporzione alle quote di eredità ricevute da ciascuno.

I creditori che si trovassero alle prese con un erede che non vuole pagare la sua parte di debiti ereditati, non potrebbero in ogni caso rivolgersi agli altri per riscuotere il dovuto.

Per accettare l'eredità, l'erede ha 10 anni di tempo, ma solo in teoria.

Infatti, le persone che erediterebbero se lui rinunciasse, ma anche eventuali ereditari del defunto, possono chiedere al giudice di fissare un termine inferiore entro il quale il primo erede deve prendere una decisione.

Rinunciare all'eredità

Sono diversi i motivi che possono spingere una persona a rinunciare a un'eredità.

Tuttavia, se questa è la decisione, la rinuncia dovrà essere necessariamente redatta per iscritto, ancora una volta davanti al notaio o al cancelliere del Tribunale. Non potrà, inoltre, contenere alcuna condizione.

Al posto del rinunciatario possono ereditare i suoi discendenti (figli o nipoti) e in mancanza di questi, se ci sono altri eredi, la quota di beni di chi ha rinunciato verrà suddivisa fra loro.

Chi rinuncia può tornare sulle sue decisioni a condizione che dopo la sua rinuncia nessun altro abbia ereditato al suo posto.

La divisione dei beni

Se ci sono più eredi, a ciascuno andranno quote di eredità che vengono stabilite in funzione del grado di parentela.

Coniuge e figli.

Alla morte di un coniuge, il patrimonio del defunto compresi conti correnti bancari o postali, contenuto di cassette di sicurezza, azioni e titoli cointestati viene diviso fra il coniuge superstite e i figli (legittimi, adottivi e naturali). Ovviamente, in caso di comunione dei beni tra coniugi si prende in considerazione solo la metà dei beni comuni.

Al coniuge superstite va metà del patrimonio se c'è un solo figlio, un terzo se i figli sono di più: i due terzi rimanenti verranno divisi tra i figli in parti uguali.

Genitori.

A condizione che il defunto non abbia lasciato figli, i genitori ereditano l'intero patrimonio se non ci sono né coniuge né altri parenti.

Se invece concorrono con il coniuge, oppure con fratelli e sorelle, i genitori ereditano solo una parte minore di beni, che va da 1/4 alla metà del patrimonio, a seconda dei casi.

Fratelli e sorelle.

Ereditano tutto in parti uguali se, sempre in assenza di figli, sono soli parenti a rimanere, quando cioè il defunto non ha lasciato coniuge, né genitori, né altri.

Figli naturali.

Sono quelli nati fuori dal matrimonio, ma che sono stati riconosciuti e godono quindi degli stessi diritti dei figli cosiddetti legittimi.

Tuttavia, nel caso i figli naturali dovessero dividere l'eredità con i figli legittimi, a questi ultimi la legge riconosce la possibilità di chiedere che i beni ereditati dai figli naturali (ad esempio la casa di famiglia), vengano convertiti in denaro o sostituiti con altri beni. Ma se i figli naturali si oppongono, la decisione finale spetta al giudice.

La "rappresentazione".

Se un erede non può o non vuole prendere possesso di un'eredità, possono ereditare al suo posto i discendenti in linea retta (figli o nipoti) e in linea collaterale (i discendenti dei fratelli e delle sorelle).