Diritto e Informatica

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Regolamento sull'uso di strumenti informatici

"Regolamento sull'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo innanzi alle sezioni giurisdizionali della Corte dei conti".

Reati d'intercettazioni informatiche

Tutela della corrispondenza, dei documenti e delle comunicazioni informatiche. Reati d'intercettazioni informatiche.

Art. 266. (Limiti di ammissibilità).

Frode informatica

Art. 640-ter codice penale. (Frode informatica).

Falso informatico

Art. 476 codice penale. (Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici).

Esercizio arbitrario su un bene informatico

L'esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza su un bene informatico

ART. 392 codice penale. (Esercizio arbitrario della proprie ragioni con violenza sulle cose)

Diritto d'autore

La legge 248/2000 ha aggiunto una maggiore tutela del software.

Danneggiamento dei sistemi informatici e telematici

Art. 635 codice penale. (Danneggiamento).

L'attentato ad impianti di pubblica utilità

ART. 420 codice penale. (Attentato ad impianti di pubblica utilità) Chiunque commette un fatto diretto a danneggiare o distruggere impianti di pubblica utilità, è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la reclusione da uno a quattro anni. La pena di cui al primo comma si applica anche a chi commette un fatto diretto a danneggiare o distruggere sistemi informatici o telematici di pubblica utilità, ovvero dati, informazioni o programmi in essi contenuti o ad essi pertinenti. Se dal fatto deriva la distruzione o il danneggiamento dell'impianto o del sistema, dei dati, delle informazioni o programmi ovvero l'interruzione anche parziale del funzionamento dell'impianto o del sistema la pena è della reclusione da tre a otto anni. ART. 433 codice penale. (Attentati alla sicurezza degli impianti di energia elettrica del gas, ovvero delle pubbliche comunicazioni) Chiunque attenta alla sicurezza delle officine, delle opere, degli apparecchi o di altri mezzi destinati alla produzione o alla trasmissione di energia elettrica o di gas, per la illuminazione o per le industrie, è punito, qualora dal fatto derivi pericolo per la pubblica incolumità, con la reclusione da uno a cinque anni. La stessa pena si applica a chi attenta alla sicurezza delle pubbliche comunicazioni telegrafiche o telefoniche, qualora dal fatto derivi pericolo per la pubblica incolumità. Se dal fatto deriva un disastro, la pena è della reclusione da tre a dieci anni.